RALn 6012 lascia la Sicilia dal Porto di Catania
Grazie alle foto inviateci da Catania da Fabio Nuzzaci e al video caricato dagli amici della affascinante pagina FB Train Hunters, vi proponiamo gli ultimi momenti di permanenza della RAln 6012 in Sicilia. La macchina, che ricordiamo essere demotorizzata, ripresa in foto il 17 settembre 2019 al porto di Catania, si è imbarcata nel tardo pomeriggio di ieri, destinazione Napoli, per essere finalmente esposta, come già ampiamente anticipato su queste pagine, presso il prestigioso museo ferroviario di Pietrarsa. Un riconoscimento a questa piccola, grande automotrice che ha segnato la svolta nella costruzione di mezzi leggeri passeggeri in Italia, grazie alla introduzione del motore sottocassa, sperimentata per la prima volta proprio su questa serie. Una operazione, condotta da Fondazione FS (che ha già restaurato i carrelli per la RALn6012 provenienti dalla unità gemella 03 e predisposto lo stallo per la macchina) davvero meritoria e nella giusta direzione della conservazione del residuo parco rotabile storico a scartamento ridotto FS.
Si attendono adesso passi decisi per la corretta conservazione e valorizzazione degli altri "gioielli di famiglia", ovvero le tre RALn60 originali superstiti (le unità 09, 10 e 11), accantonate da decenni a Castelvetrano e davvero bisognose di cure e custodia.
Vi lasciamo alle immagini e al video, ringraziando gli amici catanesi per la collaborazione e lo spirito di condivisione.
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La RAln 6012 lascia Villarosa, destinazione Pietrarsa!
Rilanciamo volentieri una notizia da tempo attesa (e “seguita” da giorni, con discrezione e la dovuta riservatezza, da SiT): la partenza della RAln 6012. Riportiamo il comunicato della Fondazione FS Italiane apparso sulla pagina ufficiale FB:
"Sono iniziate ieri le operazioni per il trasferimento della storica RAln 60.12 dalla stazione di Villarosa al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa. Tra le ultime testimonianze dello scartamento ridotto siciliano FS, la RALn60.12 fu monumentata a Villarosa nel marzo del 1998. Dopo un accurato restauro estetico l'automotrice sarà esposta nel padiglione littorine del Museo insieme ai carrelli originali."
Riconoscendo alla intraprendenza del “capostazione” Primo David la capacità di aver salvato e preservato la unità 12 da una sorte ben più triste, occorre sottolineare che oggi si è fatta la scelta migliore per questo rotabile, decisione assolutamente condivisa da Sicilia in Treno.
Conclusa questa importante operazione, si auspica adesso che anche le tre gemelle tuttora esistenti possano presto beneficiare, a Castelvetrano, di analoga attenzione e investimenti. C’è ancora tanto da fare per mettere in sicurezza e valorizzare il restante e cospicuo patrimonio storico a scartamento ridotto FS.
4 - Ipotesi e progetti della Società Stretto di Messina S.p.A.
Nel 4° articolo dedicato all’attraversamento stabile dello Stretto di Messina il socio Giovanni Saccà riprende la narrazione delle attività relative ai decenni più recenti, a partire dagli anni ’70 del XX secolo, quando è stata emanata la Legge 1158/71 che ha consentito di istituire la Società Stretto di Messina S.p.A., che ha operato sino al 2013, quando è stata messa in liquidazione.
Nonostante il successo del concorso internazionale del 1969, non mancarono le polemiche legate soprattutto al ritardo con cui venivano portate avanti le decisioni in merito al Ponte di Messina all’epoca giudicato da più parti fattibile, sia da un punto di vista tecnico che finanziario, tanto più che avrebbe dovuto portare immensi vantaggi in grado di risolvere numerosi problemi relativi allo sviluppo dell’economia siciliana e del Sud Italia in generale.
Il concorso di idee fu bandito sulla Gazzetta Ufficiale del 28 maggio 1969, nel rispetto della Legge n.384 del 28 marzo 1968. La Commissione esaminatrice, insediatasi il 23 marzo 1970, individuò i progetti vincitori nel dicembre 1970.
Il 17 dicembre del 1971, a seguito del voto unanime dal Parlamento italiano, il Governo Colombo approvò la legge n. 1158 che autorizzava la creazione di una società di diritto privato a capitale pubblico, concessionaria per la progettazione, realizzazione e gestione del collegamento stabile viario e ferroviario e le affidava lo studio, la progettazione, la costruzione, nonché l’esercizio, la gestione e la manutenzione ad eccezione degli impianti ferroviari che, ad ultimazione e collaudo definitivo dell’opera, sarebbero passati in esercizio, gestione e manutenzione all’Azienda Autonoma delle Ferrovie dello Stato, nel rispetto dell’ordinamento vigente. Della società per azioni da costituirsi avrebbero fatto parte l’IRI con una quota del 51%, mentre le Ferrovie dello Stato, l’ANAS, la Regione Sicilia e la Regione Calabria con il restante 49% e quindi con quote del 12,25% ciascuna.
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Decreti attuativi della L. 128/17 per le ferrovie turistiche
Dopo la modifica introdotta recentemente con la approvazione della Legge 11 luglio 2019, n. 71 che reca “Modifiche alla legge 9 agosto 2017, n. 128, in materia di affidamento dei servizi di trasporto nelle ferrovie turistiche”, che ha sbloccato lo stallo in cui era incappato il Trenino Verde della Sardegna, altri tasselli cominciano a occupare gli spazi che, con il loro vuoto, costituiscono forse il maggiore impedimento affinché dalla nuova legge sulle ferrovie turistiche si generino quelle iniziative che dovrebbero avviare nuove attività, con il recupero a fini turistici di “linee in disuso o in corso di dismissione situate in aree di particolare pregio naturalistico o archeologico”.
È stato pubblicato il Decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 235 del 10 giugno 2019, recante “Attuazione delle disposizioni di cui all’articolo 3, comma 5 della legge n. 128 del 9 agosto 2017 - Requisiti di idoneità alla circolazione dei rotabili storici e turistici iscritti nel registro di immatricolazione dei veicoli ferroviari.”
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Entrano in vigore le prime modifiche alla L. 128/17 sulle ferrovie turistiche
Il 30 luglio è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana la Legge 11 luglio 2019, n. 71 che reca “Modifiche alla legge 9 agosto 2017, n. 128, in materia di affidamento dei servizi di trasporto nelle ferrovie turistiche”.
Come abbiamo illustrato in un recente articolo (CLICCA QUI), si tratta del passaggio finale e decisivo che consente di superare l’ostacolo normativo che ha messo a rischio la stagione estiva del Trenino Verde della Sardegna, prevedendo che il servizio di trasporto sulle reti ferroviarie isolate dal punto di vista funzionale dal resto della infrastruttura nazionale possa essere esercitato dai soggetti che già lo esercitano.
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